La mappa dei miei riferimenti

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La fine della “posta”

Sorgente: La fine della “posta”

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Somatizzazioni! Ascoltare i corpi

di Cristina Merlo

Sorgente: Somatizzazioni! Ascoltare i corpi

Educational Theories Explored – An Index of the Most Influential Theories Informing Learning Design

The Learning Renaissance

Without a coherent and consistent theory to underpin learning, you risk each lesson or learning episode becoming a stand alone and random opportunity.

Our friends at Educational Technology and Mobile Learning have referred us to the excellent work of Instructional Design who have published a list of fifty of the most influential educational theories which inform the design of learning.

learningtheories Image from cmapspublic.ihmc.us, via Jann Price on Pinterest: https://uk.pinterest.com/pin/520025088193730962/

You can visit the list here: Learning Theories | www.instructionaldesign.org
Via ETML: Over 50 Learning Theories Explained for Teachers | ETML

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Essere Cartier-Bresson

Sorgente: Essere Cartier-Bresson

Il sé come paesaggio

Sorgente: Il sé come paesaggio

Il sé come paesaggio

Interferenze

Villa Pisani Stra Labirinti di Villa Pisani

Per ritrovarsi occorre essersi persi

Dagli anni della psicanalisi ad oggi si è posta un’enfasi eccessiva e sempre crescente sulla conoscenza di sé.
Già il termine stesso ha una chiave di lettura differente nelle lingue continentali europee rispetto all’anglosassone e soprattutto nella concezione statunitense.
Quando Jung parla di sé, intende qualcosa di completamente differente dall’Io, distinzione che fra gli anglofoni non esiste, in quanto di “sé” o di “io” non ne possono esistere diversi: il soggetto è soggetto sociale e quello che attiene alle religioni, anima o spirito che sia, è un altro “pezzo” che non centra niente con la vita di tutti i giorni.
L’idea di sé come parte diversa dall’io la ritroviamo ancor più spiccata nella filosofia e nelle religioni orientali.

L’esperienza delegittimata

perdersi man-in-labyrinth-300x235Ci si pone frequentemente la questione del perché dovremmo essere nati con un “Io finto” se poi ci toccava scoprire quello…

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Telefono per pochi

No, non mi riferisco al prezzo dei nuovi iPhone. Quella questione mi lascia alquanto indifferente.

Nel tempo ero arrivato ad avere ben 4 numeri diversi per differenziare gli utilizzi. 

Ora, visto che con il contratto illimitato non devo pagare le chiamate, uso il mio numero anche per l’ufficio e, ovviamente, ho rinunciato a tutti gli altri. 

 Questo non è più sufficiente a salvarmi dalle intemperanze dell’infinito stuolo di venditori che mi importunano da ogni dove, senza educazione e neppure pietà. 

Per questo ho tolto ogni suoneria e perfino le vibrazioni dal telefono in attesa di trovare una funzione che me li elimini da tutti i numeri a cui non corrisponda un contatto in rubrica. A casa ho tolto gli apparecchi telefonici e uso la linea solo per i dati. 

D’altronde, oggi come oggi, tra SMS, e-Mail, Instant Messenger e Social network, i canali per contattarmi sono infiniti. A volte mi domando se si tratti di una chiamata dalle fonti istituzionali, tuttavia quelle se hanno bisogno di trovarti lo fanno per altre vie e persino più perniciose – come le raccomandate, ad esempio – e se non hanno bisogno loro, ma magari tu, il più delle volte manco ti cercano del tutto. 

Morale: se quindi sei una delle persone di cui non ho il numero telefonico registrato, non provarci neppure a chiamarmi, ma spedisci un SMS, un Tweet o un’e-mail e, se non sei un molestatore seriale, quasi sicuramente ti ricontatterò e segnerò il tuo numero in maniera da risponderti quando in futuro mi richiamerai. Sperando che il futuro qualcuno non si spacci per altri al fine di riuscire in quell’intento. Quando capiterà così sarà probabile che butti via definitivamente ogni telefono. 

Ricordatene e diffondi. 

Grazie

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Un posto dove stare — Anima e Mente — Medium

Un posto dove stare

Wineglass Bay

Wineglass Bay

Ci sono luoghi che sono spettacolari quando li guardi dall’alto, ma quando ci sei immerso appaiono diversi.

Nessun paesaggio è lo stesso da prospettive differenti, però la consapevolezza di un’immagine e delle sensazioni addosso può essere vissuta anche nell’altro ambiente.

La capacità di questa “bilocazione” arricchisce la nostra esperienza ed estende le capacità della mente, ma dall’altro lato ci allontana dalla ricchezza e dall’intensità del qui ed ora.

Lo sviluppo di queste capacità è comune, sia nelle pratiche dell’ipnosi che in quelle della meditazione e del mindfulness.

Pensarsi nell’apparenza del luogo o nell’idea straordinaria di esso è vita da turista, ovvero di colui che vive in un’immagine pensandosi nella brochure o nella foto dell’amico; per il viaggiatore, invece, la gioia sta nell’ordinario di trovarsi dentro il luogo e sopra di esso per il piacere del quotidiano dell’istante che rende “eccezionale” qualsiasi luogo per il solo fatto che gli consente di vivere un’esperienza che, in quanto tale, non può essere altrimenti che arricchente.

Il lontano è qui in questo momento, mentre ogni immagine per noi esotica risulta ordinaria per qualcun altro

La felicità e la bellezza sono disposizioni dell’anima (o della mente — nel senso buddista — che dir si voglia) di rendere intensa ogni esperienza in quanto tale intesa come dono e come possibilità di arricchimento evolutivo.

Mano a mano che passa il tempo mi faccio sempre più convinto che un’esistenza complessa come quella della condizione umana non sia uno stato superiore per giungere a complessità ulteriori, ma una necessità infantile per guadagnare il traguardo della semplicità e della leggerezza.