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Sparso su Internet

Ennio MartignagoDi quando in quando qualche amico mi chiede perché non scriva alcuni dei pensieri che vado a esporre in giro.

Il fatto è che se non sono solito usare la carta per questo, in realtà tutta Internet è più o meno inflazionata di mie parole, e non solo.

Per molti altri, infatti, il problema è che, accanto ad alcuni argomenti di loro interesse, sono costretti a incontrarne molti altri che li lasciano indifferenti o non hanno la pazienza di comprendere. Come si sa, poi, i motori di ricerca hanno ormai talmente tanto materiale che se non si scrive esattamente quello che si va cercando (e come si può fare se non ne si conosce l’esistenza?) non lo si può scoprire per loro tramite.

Ho pensato dunque possa essere utile fornire un aggiornamento sugli spazi che negli ultimi tempi sto utilizzando maggiormente e quindi dove si possono trovare quasi tutti i materiali recenti, fermo restando che per quel che resta dell’enorme mole di pubblicazioni più antiche basta aprire il collegamento in alto su questa pagina.

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Quelli con inserimenti ricorrenti sono in grassetto; corsivo per quelli che fanno da aggiornamento

Quando ci si vede? – Un calendario pubblico

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Quasi-Tutto su di M.E.



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La fine della “posta”

Sorgente: La fine della “posta”

Somatizzazioni! Ascoltare i corpi

di Cristina Merlo

Sorgente: Somatizzazioni! Ascoltare i corpi

Educational Theories Explored – An Index of the Most Influential Theories Informing Learning Design

The Learning Renaissance

Without a coherent and consistent theory to underpin learning, you risk each lesson or learning episode becoming a stand alone and random opportunity.

Our friends at Educational Technology and Mobile Learning have referred us to the excellent work of Instructional Design who have published a list of fifty of the most influential educational theories which inform the design of learning.

learningtheories Image from cmapspublic.ihmc.us, via Jann Price on Pinterest: https://uk.pinterest.com/pin/520025088193730962/

You can visit the list here: Learning Theories | www.instructionaldesign.org
Via ETML: Over 50 Learning Theories Explained for Teachers | ETML

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Essere Cartier-Bresson

Sorgente: Essere Cartier-Bresson

Il sé come paesaggio

Sorgente: Il sé come paesaggio

Il sé come paesaggio

Interferenze

Villa Pisani Stra Labirinti di Villa Pisani

Per ritrovarsi occorre essersi persi

Dagli anni della psicanalisi ad oggi si è posta un’enfasi eccessiva e sempre crescente sulla conoscenza di sé.
Già il termine stesso ha una chiave di lettura differente nelle lingue continentali europee rispetto all’anglosassone e soprattutto nella concezione statunitense.
Quando Jung parla di sé, intende qualcosa di completamente differente dall’Io, distinzione che fra gli anglofoni non esiste, in quanto di “sé” o di “io” non ne possono esistere diversi: il soggetto è soggetto sociale e quello che attiene alle religioni, anima o spirito che sia, è un altro “pezzo” che non centra niente con la vita di tutti i giorni.
L’idea di sé come parte diversa dall’io la ritroviamo ancor più spiccata nella filosofia e nelle religioni orientali.

L’esperienza delegittimata

perdersi man-in-labyrinth-300x235Ci si pone frequentemente la questione del perché dovremmo essere nati con un “Io finto” se poi ci toccava scoprire quello…

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Telefono per pochi

No, non mi riferisco al prezzo dei nuovi iPhone. Quella questione mi lascia alquanto indifferente.

Nel tempo ero arrivato ad avere ben 4 numeri diversi per differenziare gli utilizzi. 

Ora, visto che con il contratto illimitato non devo pagare le chiamate, uso il mio numero anche per l’ufficio e, ovviamente, ho rinunciato a tutti gli altri. 

 Questo non è più sufficiente a salvarmi dalle intemperanze dell’infinito stuolo di venditori che mi importunano da ogni dove, senza educazione e neppure pietà. 

Per questo ho tolto ogni suoneria e perfino le vibrazioni dal telefono in attesa di trovare una funzione che me li elimini da tutti i numeri a cui non corrisponda un contatto in rubrica. A casa ho tolto gli apparecchi telefonici e uso la linea solo per i dati. 

D’altronde, oggi come oggi, tra SMS, e-Mail, Instant Messenger e Social network, i canali per contattarmi sono infiniti. A volte mi domando se si tratti di una chiamata dalle fonti istituzionali, tuttavia quelle se hanno bisogno di trovarti lo fanno per altre vie e persino più perniciose – come le raccomandate, ad esempio – e se non hanno bisogno loro, ma magari tu, il più delle volte manco ti cercano del tutto. 

Morale: se quindi sei una delle persone di cui non ho il numero telefonico registrato, non provarci neppure a chiamarmi, ma spedisci un SMS, un Tweet o un’e-mail e, se non sei un molestatore seriale, quasi sicuramente ti ricontatterò e segnerò il tuo numero in maniera da risponderti quando in futuro mi richiamerai. Sperando che il futuro qualcuno non si spacci per altri al fine di riuscire in quell’intento. Quando capiterà così sarà probabile che butti via definitivamente ogni telefono. 

Ricordatene e diffondi. 

Grazie

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